Ho bellissimi ricordi legati questo a testo: un mio professore di francese, del liceo dove ho studiato, appassionato di musica e dei Doors, un burbero buono e facilmente irascibile, e proprio per questo motivo mi divertivo a fargli dispetti, ma molto sensibile all'arte, tanto da parlare di An American Prayer come di una delle più belle poesie mai scritte; e ricordo una cara amica di sempre, rivoluzionaria come me, fissata per i pantaloni di pelle, dal temperamento forte, con una grande stima nei miei confronti, camminavamo (nel mio caso non nel senso letterale del termine) per i corridoi del secondo piano, io e lei, alla ricerca di altri che come noi "disertavano" un’ora di lezione per ridere in compagnia, qualche volta parlavamo "dell'esistenzialismo nei testi di Jim Morrison" ("Have you been born yet and are you alive?"), recitavamo a memoria An American Prayer (anche se io non superavo mai i primi venti versi), parlavamo di libertà, amavamo trasgredire le regole, ci scambiavamo segreti e confidenze, e ascoltavamo musica da mattina a sera con volume a palla finché i nostri padri non cominciavano ad urlare ormai privi di pazienza.
Allora la musica, l'arte, e l'amicizia di questa ragazza mi facevano sentire libera da ogni genere di vincolo, oggi la libertà, quella vera, è per me il poter costruire il mio futuro, la possibilità e la speranza di gestire la mia vita senza impedimenti e nonostante la mia disabilità, ovvero qualcosa per cui lotto, con le unghie e con i denti....anche se considero ancora la musica una grande forma d'evasione. :-).



3 commenti:
bella,a me la mandi tutta se puoi? ciao laura
caro Jim, che uomo, che magia, il suo gruppo mi regala sempre emozioni mistiche.
E tu come stai?!
Ti abbraccio
Grande Lorena: è magistrale !
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