Friday, March 13, 2009

Macbeth. Lo svelamento della realtà scenica. [di Lorena Liberatore] 1° puntata




Una scena essenziale e caotica: a sinistra un camerino (un lavandino sormontato da tre specchi ampiamente illuminati), a destra un cumulo di oggetti, (chincaglierie, scale, bauli da trovarobe, abiti appesi) accatastati come in un vecchio stanzino, della terra ricopre l’intera superficie del palco come un grande tappeto, una fitta nebbia abbraccia tutta la scena fino a toccare il pubblico, le tre streghe compaiono uscendo dalla terra. È l’inizio del Macbeth con la regia di Gabriele Lavia.
L’intera messa in scena è carica di un forte erotismo, quello che attrae fisicamente i due coniugi, e che segue a ruota gli spostamenti e i comportamenti delle tre streghe; i due coniugi Macbeth sono spesso attratti in abbracci robusti, amplessi violenti, della stessa violenza con cui vengono compiuti gli efferati omicidi, come se l’attrazione morbosa, la passione violenta e l’inappagamento fisico trovino sfogo solo nell’uccisione; le tre streghe sono giovani donne coperte solo da un soprabito, nude come la raffigurazione della verità ne La Calunnia di Botticelli, munite di barba e baffi per rappresentare l’ambiguo ovvero il mezzo attraverso il quale il male svela la realtà velandola. Ma lo svelamento è un’illusione, un voler a tutti i costi dare concretezza al caos o a ciò che si vorrebbe fosse la propria realtà; Macbeth si guarda più volte allo specchio (coscienza del protagonista) come un novello narciso che volendo scorgere la verità non trova che il proprio riflesso di sé e su ciò si intestardisce infinitamente.
Tra le streghe e Macbeth si disputa una partita, la verità offerta è impura o sotto indovinello, arduo è il tentativo del comprendere i significati o del svelare la verità futura, più facile diventa forzare la realtà affinché si raggiungano i propri scopi, così il protagonista incarna il fare, il voler fare….costruzione di se stesso e contemporaneamente sfida verso il fato. Ecco così la messa in scena della tragedia della conquista di potere e del suo irrimediabile affanno!

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