Estratto dai Fiori del Male





La stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia, abitano i
nostri spiriti e agitano i nostri corpi; noi nutriamo
amabili rimorsi come i mendicanti alimentano i loro
insetti.

I nostri peccati sono testardi, vili i nostri pentimenti;
ci facciamo pagare lautamente le nostre confessioni
e ritorniamo gai pel sentiero melmoso, convinti
d'aver lavato con lagrime miserevoli tutte le nostre
macchie.

È Satana Trismegisto che culla a lungo sul cuscino
del male il nostro spirito stregato, svaporando, dotto
chimico, il ricco metallo della nostra volontà.

Il Diavolo regge i fili che ci muovono! Gli oggetti
ripugnanti ci affascinano; ogni giorno discendiamo
d'un passo verso l'Inferno, senza provare orrore,
attraversando tenebre mefitiche.

Come un vizioso povero che bacia e succhia il seno
martoriato d'un'antica puttana, noi al volo rubiamo
un piacere clandestino e lo spremiamo con forza,
quasi fosse una vecchia arancia.

Serrato, brulicante come un milione di vermi, un
popolo di demoni gavazza nei nostri cervelli, e
quando respiriamo, la morte ci scende nei polmoni
quale un fiume invisibile dai cupi lamenti.

[...]

Charles Baudelaire, prefazione ai Fiori del Male, Al Lettore





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