
Ed eccomi qui! Un po’ più stanca e indaffarata del solito ma sempre presente. In questo periodo d’assenza dal blog non ho fatto nulla di particolarmente interessante, infatti, ho studiato e ho dato esami, come sempre. L’unica cosa che ho fatto di diverso è stata suonare in una pizza per la giornata regionale del disabile; mi è stato proposto sette giorni prima della sera dello spettacolo…suonare in una serata dedicata alla disabilità….avrei mai potuto rifiutare??? No! E così ho dovuto dividermi tra il pianoforte, gli esercizi di grafica per il corso di design, scenografia, storia della musica, senza dimenticare tutti gli impegni extra come seguire le lezioni…. Qualcuno mi chiede: ma dormi la notte? Se non ho finito almeno un programma d’esame.. no!
La fatidica "giornata del disabile" a cui ho partecipato è stata molto simile a una qualsiasi festa di paese, con lo spettacolo in piazza, il sindaco, e i passanti che si fermano a
guardare, qualcuno incuriosito, qualcun'altro un po' annoiato, ..con la differenza che in questo caso non si offriva da mangiare, cosa che ormai da molti anni si fa furbamente in qualsiasi festa al fine di attirare più gente, e si sa quando manca il cibo diminuiscono anche gli spettatori. :-)(é questa solo una battuta ironica sull'affluenza che hanno le varie sagre dedicate al cibo, per attirare l'attenzione bisogna far mangiare, haha :-)) Quest’annuale occasione, a cui ho partecipato per la prima volta, ha una sua importanza: mi permette di essere, come in questo blog, parte di una voce corale di persone normalissime che l’abitudine si diverte a chiamare “diversamente abili” o “disabili”, sottolineando un tipo di “diversità” semanticamente inesistente che in realtà non è chiara a nessuno, persone assolutamente come tutte le altre e che vorrebbero avere l’opportunità di una vita completa come quella di qualsiasi altra persona. La soluzione a ciò è in parte concentrata in una sola parola: autonomia. Tutto qui? …direbbe qualcuno. Si! E se questa autonomia non c’è non è tanto per “limiti mentali”,
oggi grazie al cielo in gran parte cancellati ma, per esempio, perché i fondi che potrebbero servire a questo fine vengono sperperati per cose inutili o nelle utilità “personali”, soprattutto di coloro che muovono i fili di un immenso congegno chiamato Stato, e anche senza l’aiuto in denaro ci sarebbe, se solo ognuno non si bendasse gli occhi, l’aiuto personale o altruistico che chiunque sarebbe in grado di dare e non penso a niente d’impegnativo o che privi la singola persona di qualcosa di sé o della propria vita; chiunque potrebbe fare qualcosa, ma si è troppo impegnati a pensare “ha io no!”. Per quanto si parli del problema per la società un disabile può anche rimanere chiuso in casa, e non perché dia fastidio la sua presenza ma perché tutti preferiscono credere di dover pensare solo ai propri problemi e ai propri interessi convincendosi egoisticamente di non poter far nulla per cambiare una situazione tacitamente accettata. Ecco perché eventi come quello di sabato sono importanti!Sabato in quella festa in piazza c’erano soprattutto “i soliti noti” ovvero persone già attive in campi lavorativi nei quali si ha l’obbligo etico-morale di partecipare ad occasioni simili, c’erano inoltre i soliti vecchietti, e c’erano passanti o gente comune che si trovava lì per puro caso…. e se quella festa ha fatto pensare anche solo una persona di quest’ultimo gruppo di astanti allora ne è valsa completamente la pena organizzare quest'evento. Per me, invece, indipendentemente da tutto ne è valsa la pena: è stata una bella giornata, ero in compagnia d’amici, ho suonato, mi hanno persino regalato una targa dove compaio come la “pianista Lorena” (cosa che in realtà mi fa ancora un po’
sorridere), la sera ho festeggiato in un locale con i miei genitori e la mia inseparabile amica Ahania……così sabato, a differenze di altre giornate mi sono sentita veramente una pianista… ok in po’ sfigata, poiché non suona se non sta fisicamente bene, che per ragioni ovvie non usa i pedali del pianoforte…però sabato c’era una piccola pianista, un po’ troppo sognatrice, che aveva svariate ragioni per essere contenta e sperare nel futuro; per questo ringrazio il mio amico e maestro Francesco e Claudia che, poiché presente l’anno scorso ad un saggio di piano, ha voluto contattarmi. Grazie di tutto.






















