Le ‘Assonanze’ di Lorena Liberatore, “fiabe per bambini ormai adulti”. Tra metafisica, poesia, musica e teatro



 Pubblichiamo di seguito un doppio contributo di Anita
Malagrinò Mustica e Giulia Masiello, sulla presentazione del libro “Assonanze notturne e altri racconti” di Lorena Liberatore, avvenuta lo scorso 6 settembre nel corso del terzo appuntamento di “Cassano d’Autore per Infinito 200“. 


 Due diverse letture, di due appassionate lettrici che hanno presenziato all’evento: un resoconto della serata quello di Anita Malagrinò Mustica, un contributo per conoscere meglio la Liberatore quello di Giulia Masiello con la sua intervista. 



 ASSONANZE NOTTURNE E ALTRI RACCONTI: TRA METAFISICA, POESIA, MUSICA E TEATRO 

 di Anita Malagrinò Mustica 

 Una luce vibrante ed incerta corre tra i vicoli, inonda i balconi, bussa alle porte con sprezzante audacia e si tuffa nella pietra bianca del centro storico cittadino, coinvolgendo decine di persone e costringendole a nutrirsi della strana dolcezza di un pomeriggio senza fine, ammantato di una fugace e timida scialbatura crepuscolare. L’estate volge al termine, ovattando il fluire incessante delle nostre ambizioni e sfumando le più nitide ed intense percezioni, rinchiudendole nel sempreverde scrigno dei ricordi, condannati ad affiorare ciclicamente nelle più malinconiche e cupe giornate invernali. 

 In quest’atmosfera unica, resa magica ed indimenticabile proprio dalla caducità e dalla fragilità di certi attimi, si innestano le parole più vere ed autentiche, per certi versi noumeniche. La poesia, l’unico vero mezzo conoscitivo, anima queste serate settembrine, elargendo stimoli e sensazioni. 

 Ad impreziosire la serata del 6 settembre 2018, già ricca di eventi, Lorena Liberatore, giovanissima scrittrice, poetessa e sceneggiatrice, che, con il suo incantevole e travolgente estro artistico, ha ammaliato il cuore pulsante del paese. Alle ore 19, infatti, Assonanze notturne e altri racconti, ultimo romanzo della Liberatore, ha fatto il suo ingresso nel panorama letterario italiano, nel corso di una presentazione durata quasi due ore e moderata dalla gioiosa vivacità di Francesca Marsico.

 Lorena ha scelto di presentare i suoi racconti nell’ambito di Cassano d’autore per infinito 200, rassegna letteraria promossa dal comune di Cassano delle Murge, dedicata alla letteratura e alla poesia. Ad affiancare la promettente scrittrice in un momento tanto importante, Chiara Spinelli e Giulia Locurcio, che hanno letto con trasporto e commozione brani tratti dall’opera che, a meno di un anno dalla pubblicazione, incuriosisce la critica e vanta un buon numero di lettori. Le dolci melodie, riprodotte dal violino di Letizia Carrasso, hanno cullato teneramente gli astanti, deliziati dalle note di Bach, Dvořák, Paganini e Pachelbel.

 «Si tratta di un libro onirico, metafisico e surreale! Un intreccio di emozioni, narrazioni e ritmi in un crescendo parossistico! I personaggi di questo libro raccontano di ognuno di noi, della nostra presenza nel mondo», spiega Lorena, visibilmente emozionata. «Chiunque potrebbe ritrovare parte di sé nel personaggio di Lea, che ama la vita e vuole vivere appieno, senza le tremende briglie imposte dalle convenzioni sociali e da chi le sta attorno. Intraprende un viaggio alla ricerca di sé stessa, della sua più intima essenza e, per alcuni aspetti, la vicenda potrebbe evocare i road movie americani, se non fosse per l’inattesa comicità che, in un certo qual modo, caratterizza Assonanze notturne e altri racconti. Infatti, i racconti non sono indirizzati ad un pubblico elitario o amante di uno specifico genere letterario. Ho cercato di far confluire, nel mio romanzo, una varietà tematica e stilistica poliedrica e versatile, capace di spaziare dal comico al tragico, dal romantico all’erotico. Per gli appassionati di filosofia, inoltre, il mio testo rappresenta una vera sfida: ovunque spunti e citazioni, per non parlare dei meccanismi psicologici che regolano le vicende narrate e che permettono al lettore un’analisi introspettiva, scandagliando la coscienza dei vari protagonisti, disvelando i loro più intimi segreti»

 Il titolo dell’opera che riunisce i sei racconti cattura i sensi, rimescolandoli nella semantica intima, erotica, ancestrale e notturna. Lorena Liberatore, attraverso la scrittura, si rivela un’attenta analista. Infatti, mediante le sue storie, sulla falsa riga di J. Joyce, la scrittrice studia la quotidianità, mettendo in luce e celebrando però inconsciamente comportamenti anticonformistici, coraggiosi e quasi eroici. Riservando ampio spazio ai sentimenti, mediante vere e proprie epifanie, Lorena canta l’ebrezza del rischio, le sfide, la voglia di emancipazione e di riscatto, avvalendosi necessariamente di tecniche teatrali. L’opera, come più volte precisato anche dalla moderatrice, appare suggestiva anche e soprattutto per la scelta di vocaboli unici e pertinenti, che rivelano lo straordinario talento della Liberatore, coltivato fin dall’adolescenza, e che, inoltre, permettono di conoscere la giovane scrittrice e di stimarla, attraverso l’assidua lettura delle sue opere. Una donna determinata, brillante ed estremamente autoironica, contraddistinta, inoltre, da uno straordinario carisma e da una personalità autentica e sincera, priva di timori ed inibizioni e capace di rimproverare, nel corso della stessa serata, il Presidente della Regione, Michele Emiliano, per una negligenza, si vuol sperare, bonaria. 




 “CASSANO D’AUTORE”: LE ASSONANZE DI LORENA LIBERATORE, “FIABE PER BAMBINI ORMAI ADULTI” 

 di Giulia Masiello 


 A tagliare il nastro del terzo appuntamento di “Cassano d’Autore per infinito 200”, Lorena Liberatore, autrice del libro Assonanze notturne e altri racconti edito dalla casa editrice Messaggi Edizioni. 


 Durante il primo appuntamento settembrino dall’atmosfera ancora tutta estiva, protagonista assoluta la poesia intrecciata alla prosa in un libro definito “surreale”. Sorsi di emozioni e riflessioni che abitano l’interiorità dell’uomo moderno, catapultato in svariate dimensioni, ora fiabesche ora lugubri e misteriose, l’uomo capace di ribellarsi agli “standard” dettati dalle convenzioni sociali per concedersi e assaporare quel brio dettato da inaspettate “inversioni di rotta”. 

 Una nuova “perla” tra gli scritti del territorio potrebbe definirsi Assonanze, poiché contribuisce a donare senza dubbio un’impronta culturale di un certo spessore, perseguendo con il progetto “Cassano d’Autore” quel fine di condivisione e divulgazione della cultura, la cui casa non è, o meglio, non dovrebbe essere solo la scuola, bensì i più disparati luoghi di incontro e di sano confronto. E questo è possibile a patto che – come spiega Francesca Marsico, giornalista e moderatrice, nonché curatrice dell’iniziativa – «ci si spogli da quell’individualismo imperante tipico della nostra epoca, che ha come naturale conclusione quell’atmosfera di superficialità, odio e indifferenza. Nel nostro piccolo – continua – vogliamo semplicemente raccontare tramite i libri e le parole dei loro autori, pensieri e parole, condividere emozioni, sensazioni e storie, perché ogni opera letteraria non rappresenta che un viaggio immaginario, e viaggiare vuol dire crescere e migliorarsi, dunque arricchirsi». 

 Per meglio conoscere la protagonista di questi racconti sui generis e la sua ideatrice, la Redazione ha incontrato Lorena Liberatore, che con disponibilità ci ha accompagnato alla scoperta di ulteriori “tappe” di questo “viaggio”, senza per questo svelare troppi segreti e preservando a noi lettori il piacere della lettura delle trame che compongono l’opera. 


 Chi abita le pagine di Assonanze è Lea. Chi è e come si inserisce nella realtà attuale? 
 La nostra società è sempre stata inquadrata in schemi e in tappe esistenziali. Le tappe principali della vita le possiamo elencare con semplicità, così: studio, lavoro, matrimonio, figli. Queste tappe sono tutte d’obbligo nell’immaginario di molti, necessarie, ma solo perché la necessità (il bisogno di avere figli, per esempio, è al tempo stesso desiderio di lasciare una traccia di sé nel mondo e bisogno di essere genitore) e la consuetudine, nel tempo, le hanno fatte apparire così. Ma non tutti hanno la vocazione necessaria per essere genitore, per esempio. Per Lea quelle tappe non sono un percorso tracciato, non devono esserlo! A un passo dalla laurea, rifiuta una proposta di matrimonio e fa una vera e propria ‘inversione di rotta’ perché sente che il suo destino è altro. Da qui cominciano le sue avventure, ma non le svelerò. 

 L’uomo, come Lea, inevitabilmente “sente” e attraversa un percorso interiore. Che peso ha l’interiorità nel tuo libro? 
 I racconti spesso partono dalle atmosfere tipiche delle fiabe per bambini per approdare alla narrazione di situazioni oniriche e inconsce, che hanno molto da dire sull’essere umano. Tutto il testo è intriso di atmosfere misteriose, talvolta lugubri o visionarie, che arricchiscono l’immaginario di molti. Ma soprattutto, protagonista è proprio l’interiorità, come dimensione attraverso la quale è narrata di volta in volta la storia: l’interiorità come forma di autenticità e di vera umanità. 

 Dalle pagine del libro trapela un altro concetto su cui oggi spesso ci si interroga: il confronto tra individui. Perché le persone non riescono più ad avere un confronto in un certo senso “sano”? 
 Non saprei dire quanto sia sano o quanto non lo sia. E non so se quest’epoca che stiamo vivendo è, come alcuni studiosi hanno (pre)detto, ‘malata’, ma so, perché lo vedo quotidianamente, che si sta in qualche modo perdendo la capacità di relazionarsi con l’altro in maniera autentica, sincera, e interiormente si è ribaltata una scala di valori. Non solo: penso che, a lungo, siamo stati illusi che la felicità risieda nel progresso, che dovrebbe solo migliorare la qualità della vita, nel possedere un particolare modello di auto o di cellulare (sembra retorica ma non lo è), e talvolta persino l’ennesimo titolo di studio, come se la cultura o le competenze fossero una sorta di collezionismo; nel frattempo si è caduti in un circuito chiuso in cui quasi tutte le giornate sono occupate dai cosiddetti ‘doveri’ e dal lavoro, dalla corsa verso il traguardo di turno: un trofeo, che una volta raggiunto lascia un po’ straniti, un po’ vuoti, e delusi; intanto il tempo utile per dedicarsi ad altro, o per prendere respiro e finalmente aver modo di riflettere e apprezzare le piccole cose, spesso è rimandato a un banale “la prossima volta”. Tornando alla tua domanda, confronti “sani” ce ne sono, ma penso che in questo periodo rischiano d’essere l’eccezione, o ciò che resta di un qualcosa che è molto più grande nelle nostre vite. Ma questo ‘non so che’ di esiguo, è paragonabile alla vacanza che ci si può permettere una volta ogni tanto e alla quale deleghiamo tutta la nostra serenità e la risoluzione d’ogni problema. 

 I rapporti umani: quanto contano oggi? 
 Senza il rapporto con l’altro nessuno potrebbe sopravvivere e crescere, mentalmente e interiormente. A volte non ci rendiamo conto di quanto sia necessario il semplice confronto, anche con chi fa scelte che non approviamo, persino con chi tutto sommato non gode della nostra stima, perché proprio nel confronto con chi è ‘altro da sé’ impariamo, rafforziamo le nostre idee o riconosciamo i nostri errori. L’empatia si affina così. Anche a livello psicologico, il benessere sta anche, e soprattutto, nell’aver cura dei rapporti sociali. Spesso oggi si tende a sostituire rapporti autentici con quelli costruiti sull’apparenza, ognuno resta così isolato nella propria quotidianità, ma non dimentichiamo che da solo l’essere umano non costruisce città e non compie alcuna battaglia! 

 Quanto di “Lorena” c’è in queste pagine? 
 A questo dovrebbe rispondere il lettore, penso che svelare troppo di un libro ne rovini la lettura. È come rovinare l’innamoramento tra due persone. Comunque posso dire che alcune dimensioni interiori descritte in Assonanze Notturne e altri racconti sono (scontato a dirsi!) a me molto familiari. L’unico racconto che ha un legame diretto con me è Viaggio Immaginifico, che narra sotto forma di metafora qualcosa di realmente accaduto. Ma lascio ogni interpretazione alla fantasia del lettore. 

 La musica accompagna ostinatamente il tuo libro. Cosa essa rappresenta? 
 La musica funge da leitmotiv alle situazioni di volta in volta vissute dai personaggi, e accompagna il lettore in un percorso alla scoperta di nuovi mondi, concreti e interiori. Non a caso il volume è arricchito dalle magnifiche illustrazioni di Massimo Nardi che ci conduce per mano nelle singolari ambientazioni. I riferimenti musicali compaiono talvolta persino in note a piè di pagina! Si vorrebbe in questo modo veicolare ogni forma di comunicazione e contemporaneamente attingere a più forme d’arte. E la musica è una delle più immediate. 

 A quale pubblico dedichi questo libro? 
 Assonanze Notturne e altri racconti si rivolge a un pubblico abbastanza vasto per la varietà di generi proposti: Gli orecchini di perle è una storia d’amore ispirata alla commedia americana, Danza di luna piena, C’era una volta, La fiaba e Viaggio Immaginifico giocano con le atmosfere noir del mistero, Assonanze Notturne, infine, con quelle musicali ed erotiche. Tre di questi (C’era una volta, La fiaba e Viaggio Immaginifico) hanno come primo riferimento lo stile delle fiabe. Insomma chiunque può leggere questo libro proprio perché stratificato: per esempio, chi non è interessato ai riferimenti filosofici (sì, ci sono anche loro!) si focalizzerà solo sulla trama del racconto. In ogni caso ognuno potrà, in base alle proprie attitudini, definire un diverso approccio.



Pubblicato su http://lobiettivonline.it/


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